Frigida
lo dici per schiaffeggiarmi
Rimango silente e un sorriso beffardo compare sul mio volto, e penso a Esopo e alle sue favole, penso che l'uva piace a molti ma che non tutte le volpi sono furbe.
Mi muovo lentamente verso di te, avvicino le labbra al tuo lobo, sussurro piano: "Hai ragione, si è vero sono frigida, ma che ci fai allora qui? Perchè mai vieni a cercarmi? Ti ho mai detto il contrario? Non mi risulta, anzi ti ho ripetuto all'infinito no! Lasciami nella mia torre di ghiaccio, o pensi di essere il cavaliere coraggioso, il designato dal destino, l'ardito uomo che mi salverà da questo immane freddo che mi congela, colui che scioglierà questo pezzo di ghiaccio e la riporterà alla vita?"
Trattieni l'ira a stento, combattuto con la voglia di sbattermi su quel pavimento e scoparmi e la voglia di andartene. Appoggio il mento sulla tua spalla e continuo: "Vattene ora, ma rilassati, non è colpa tua, è mia... sono frigida...".
Esci sbattendo la porta, sapendo che io so... che entrambi sappiamo... ciò che hai detto, non è ciò che pensi.
Osservi l'oceano dal porto
acque tranquille lambiscono le rive
pensi di esserne il padrone.
Così credevi fossi io,
oceano da possedere e fendere.
All'uscita del golfo
l'oceano ti è apparso.
La paura ti ha avvolto,
non sei in grado di navigarmi.
Hai urlato male parole per celare la paura
imprecando contro l'acqua
pavidamente ti sei celato nella baia.
Solo colui che non teme le mie profondità potrà solcarmi.